Riflessologia Facciale Dien Chan Ventiseisessanta

Dr.Prof. Bui Quoc Chau

Prima di parlarvi delle teorie, dei principi, delle tecniche e degli strumenti di Dien Chan, vediamo chi è il prof. Bui Quoc Chau e quali sono i suoi insegnamenti. Quando penso a come è nato il Dien Chan, all’intuizione della corrispondenza tra il setto nasale e la colonna vertebrale, non riesco a non pensare ad un terapeuta che non riesce a prendere sonno perché pensa al suo paziente. È stato proprio così. Non è stato un semplice caso.

Dietro alla scoperta c’è stato un uomo che ha perso il sonno perché un suo paziente stava tanto male e lui non riusciva ad aiutarlo. Un uomo, inoltre, molto attento a tutto ciò che lo circonda e che sente. In Vietnam ci sono delle persone che lo chiamano Buddha perché, oltre ad avere inventato qualcosa di molto utile alla salute delle persone e che talvolta salva le vite, è un uomo semplice, sereno, che induce ad amare e a diffondere l’amore. Quando insegna sembra un nonno che racconta una fiaba, con una voce calma, dolce e sempre pronto a sorridere e a far ridere, ma, come i racconti del nonno, ogni lezione del prof. Bui è una lezione di vita, se ne esce arricchiti anche dal punto di vista umano.

Ama dedicare tutta la prima lezione a spiegare il significato della parola “TAM”, cioè CUORE. Sottolinea che il TAM sono come le fondamenta di una casa, sono nascoste, non si vedono ma devono esserci e devono essere anche molto ben fatte perché altrimenti non potrebbero reggere nulla di grandioso. Per costruire le fondamenta di una casa ci vuole molto lavoro, molti studi e molta precisione, e se una casa è bella, ma è costruita su fondamenta mal fatte, non può resistere a lungo. Anche per studiare e praticare la sua tecnica, ha insistito, occorre prima creare un TAM di buona qualità e questo TAM di qualità deve essere costituito dall’amore per il prossimo, dal desiderio di far stare bene chi ci sta attorno, oltre che far stare bene noi stessi e dalla generosità di trasmettere agli altri tutto ciò che si conosce, senza nessun segreto. Ha spiegato che tutto ciò che è riuscito a scoprire, tutte le intuizioni che gli hanno permesso di costruire la sua tecnica li deve alla sua costante attenzione alle persone che lo circondano e, soprattutto, al desiderio di aiutarle a superare i loro dolori e le loro sofferenze.

Un suo motto è: “amare gli altri vuol dire amare se stessi, aiutare gli altri vuol dire aiutare se stessi”, “hanh phuc cua nguoi tuc la hanh phuc cua minh” cioè “la felicità degli altri è la nostra felicità”. Con questa base, negli anni, ha cercato di semplificare sempre di più la sua tecnica, in modo da renderla utilizzabile a tutti e realizzare il suo desiderio di “trasformare il malato in medico”. Ha scritto libri, ha fatto lezioni in televisione nazionale e ha formato molti riflessologi dentro e fuori dal Vietnam. Il suo sogno è che, un giorno, tutte le famiglie pratichino il Dien Chan e che le persone si portino appresso uno strumento di Dien Chan come si fa con lo spazzolino da denti.

La Riflessologia Facciale Vietnamita Dien Chan, è una tecnica nata alla fine degli anni ’70. Dopo la fine della guerra del Vietnam, combattuta per ottenere la riunificazione del paese, negli ospedali erano ricoverate moltissime persone con gravi problemi e il numero di malati era notevole ed i medicinali non bastavano per curare tutti anche a causa dell’embargo.

Per cercare di portare sollievo a queste persone, e in mancanza di medicine, il Professore si mise a cercare una tecnica non ancora scoperta, e attingendo alle sue conoscenze di Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Occidentale ed alle tradizioni popolari, trovò nella testa e nel viso dei punti riflessi che andavano a stimolare varie parti del corpo compreso gli organi interni, sui quali andò a sviluppare poi tutta la tecnica. Era il 26/03/1980 che il Prof. Bui Quoc Chau segna come data di nascita del Dien Chan con la scoperta del punto n° 1. È interessante notare che la motivazione di tale ricerca è nata dal risultato rapido e duraturo, ottenuto facendo terapia ad un paziente col mal di schiena. Semplicemente infilando un ago usato in agopuntura in un determinato punto del naso, Il mal di schiena sparì! Di fatto la curvatura del naso assomiglia a quella della colonna vertebrale, similitudine che denuncia una certa correlazione tra questi due organi.

Con questo metodo di riflessologia facciale è possibile recuperare o mantenere un buono stato di salute, lavorando su se stessi o sugli altri. Può essere utilizzata come tecnica preventiva di base facendo un semplice trattamento quotidiano di pochi minuti, ma è efficace anche in ambito traumatologico, come supporto delle terapie tradizionali; in questi ultimi casi infatti il Dien Chan può abbreviare i tempi di recupero.

Il Dien Chan considera circa 600 punti riflessi sul viso, localizzati e numerati con l’aiuto di una quadrettatura fittizia. Nella maggior parte dei casi è sufficiente stimolare da 2 a 5 punti ed è possibile la risoluzione di molti disturbi in una sola seduta. Questa tecnica è molto economica, estremamente utile per il grande pubblico e altrettanto utile per le professioni mediche o paramediche. Il Dien Chan o Riflessologia Facciale Vietnamita permette a chiunque di prendere coscienza della propria salute e di intervenire ai primi sintomi di malattia, ma non può sostituire le cure classiche in caso di trauma grave o di dolori persistenti; esso, come coadiuvante ai trattamenti medici classici, può attivare la loro azione, abbreviando i tempi di recupero. Può inoltre prevenire o alleviare numerosi piccoli disturbi che avvelenano l’esistenza là dove la medicina tradizionale non può fare molto, se non utilizzando farmaci sempre più potenti.